Economia

LA CRISI FINANZIARIA. La ricetta italiana: carta sociale e bonus bebé

Eugenio Fatigante martedì 25 novembre 2008
E' un'azione in due tappe quella che il governo sfodera per il sostegno all'economia reale: «Abbiamo assicurato la continuità delle linee di credito alle imprese, ora ci occuperemo dei consumi, ma accettiamo consigli da tutti», dice Silvio Berlusconi aprendo l'incontro con sindacati e imprese a Palazzo Chigi. Ci sono tre giorni per definire le misure che saranno portate al Consiglio dei ministri del 28. Le anticipazioni sono confermate: dal bonus natalizio da 150 a 800 euro per le famiglie a basso reddito con figli che - e questa è una novità - viene esteso ai pensionati (dovrebbe arrivare a casa sotto forma di un assegno postale), allo sforzo, per venire incontro ai sindacati, per aumentare risorse (da 600 milioni ad almeno un miliardo) e platea degli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro, anche ricorrendo a fondi europei. Ai presenti nella Sala Verde Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, mostra poi il prototipo, simile a un bancomat, della carta per gli acquisti destinata ai pensionati di almeno 65 anni sotto i 6mila euro di reddito annuo: è quella già prevista dalla manovra di giugno, ma partirà a dicembre, sarà caricata per ora con 120 euro e verrà confermata anche per il 2009 con ricariche di 80 euro a bimestre. Pure questo strumento sarebbe esteso ai nuclei con bambini fino a 3 anni (sempre sotto i 6mila euro) e agli ultra 70enni sotto gli 8mila euro. Da gennaio 2009 partirà anche una «riduzione e blocco» delle tariffe di luce e gas (peraltro ora in fase di discesa) e di quelle autostradali. In ballo è pure, per i mutui, la proroga della rinegoziazione di quelli a tasso variabile varata a maggio, anche se l'Abi ha osservato che oggi «nessuno li rinegozia perché i tassi stanno calando». Ad ascoltare Berlusconi e Tremonti (attorniati da Gianni Letta e da altri 8 ministri), oltre ai 4 leader sindacali tutti presenti c'è anche Emma Marcegaglia, leader di Confindustria. A lei il ministro assicura che ci sarà una parziale detraibilità (al 10%) dell'Irap dall'Ires versata dalle società, un primo sblocco dei pagamenti ritardati della Pubblica amministrazione, la proroga della detassazione al 10% degli straordinari (però con un limite innalzato da 3mila a 6mila euro annui) e la cosiddetta Iva di cassa, da pagare all'incasso effettivo secondo modalità concordate a livello europeo. È confermato pure il lieve taglio dell'acconto fiscale di fine novembre. In più Tremonti afferma che ci saranno nuove misure di contrasto all'evasione fiscale. Tutte le misure, d'altronde, vanno rifinite in accordo con le parallele decisioni europee. Per questo Tremonti premette che «non per reticenza non possiamo dare cifre oggi, non abbiamo ancora chiaro qual è il margine per l'Italia». L'unica certezza è che non si intende sforare il 3% di deficit, sarebbe «demenziale» perché «noi abbiamo il problema del debito pubblico». La questione dell'accordo europeo vale anche sulle obbligazioni per le banche, dove Berlusconi fa la cifra di «10 miliardi»: si è parlato di un interesse da riconoscere allo Stato dell'8%, ma questo creerebbe disparità con le banche estere. Difatti ieri Corrado Faissola (Abi) ha detto che «non sono un aiuto, ma un finanziamento oneroso». Ormai anche il governo riconosce che la crisi è forte. Tremonti invita a «cooperare tutti per il bene del Paese, senza pregiudizi e preconcetti». Poi entra nel dettaglio per quanto riguarda la "carta acquisti": stanno già partendo le lettere per gli interessati. Costoro dovranno compilare il modulo ricevuto e poi rispedirlo, per avere diritto alla carta che sarà distribuita "carica" con 120 euro. È poi in corso una trattativa con le categorie del commercio per firmare una convenzione che, ai fondi governativi, aggiunga degli ulteriori sconti specifici. Le associazioni avrebbero per ora garantito uno sconto del 5%, ma il confronto non è finito. Il governo ha poi annunciato che aprirà un tavolo con le Fs e coi concessionari delle autostrade, per concordare tariffe e nuovi investimenti. Mentre, per il credito alle imprese, si prevede l'apertura di «un osservatorio economico nelle prefetture».